Cognome e nome: Diana Debord
Data e luogo di nascita: Novara, 1984
Studi: lavoro come web designer e grafico, per quanto riguarda la fotografia sono autodidatta.
Raccontaci chi sei?
Sono un’entusiasta, un’appassionata di una gran varietà di cose… Edgar Allan Poe, i Pre Raffaelliti, Georges Meliés, gli Smiths e l’indie rock, Fritz Lang, l’onironautica, i Situazionisti.
Quando e come hai scoperto la passione per la fotografia?
L’ho scoperta da piccola, quando fotografavo alberi e animali e per me la fotografia era la materializzazione di una piccola magia, dato che ogni cosa poteva diventare eterna, anche la più semplice. La fotografia fa notare cose che solitamente nelle persone non destano interesse, come delle vacche al pascolo in un prato o due anziani che ammirano un tramonto. Ecco perchè dopo qualche anno sono tornata a scattare, questa volta con voglia di imparare: da allora è stato un crescendo che mi ha portata a sperimentare e a fare mostre.
Raccontaci un po’ come nascono i tuoi set fotografici. Quali sono i soggetti preferiti, a chi ti ispiri nella composizione delle immagini e come recluti i tuoi modelli?
Per motivi di comodità spesso ricorro all’autoritratto, è una tecnica che mi ha dato alcune soddisfazioni perchè quando sono sola con la fotocamera mi sento più libera di sperimentare. In generale le persone e gli animali sono i soggetti che mi ispirano di più, mentre per quel che riguarda la composizione ho un approccio pittorico alla fotografia, nel senso che mi ispiro ai dipinti per creare un’immagine e posizionare i vari elementi al suo interno.
Per lo stile, hai fatto riferimento a quale grande fotografo/a mondiale?
Adoro Man Ray, Lee Miller, Elliot Erwitt, Diane Arbus, Nadar. Tra i contemporanei seguo con vivo interesse i lavori di Vladimir Clavijo-Telepnev, Yelena Yemchuk e
Se te ne dessero la possibilità, chi è che vorresti assolutamente fotografare?
Le dive dei film muti come Clara Bow, Theda Bara e Lillian Gish, o in generale gli artisti che ammiro, in particolar modo quelli del passato. Sono molto affascinata dall’epoca Vittoriana e dai primi decenni del ’900.
Da cosa si riconosce a tuo parere un buon fotografo da uno mediocre?
Credo che un buon fotografo non debba essere soltanto bravo tecnicamente o avere a disposizione attrezzature costose. Quel che mi capita troppo spesso di vedere è tanta ostentazione dell’apparecchio e poca creatività o voglia di osare, il che limita le discussioni dei fotografi mediocri alle quantità di megapixel o ai costi di obiettivi. Raramente i discorsi si basano sulle idee, e ciò si può notare dando un’occhiata ai portfoli di molti fotografi italiani: esattamente come nella televisione c’è un uso quasi morboso del corpo della donna, e sicuramente poca, pochissima creatività.
Con photoshop molti fotografi mediocri possono ovviare a le loro “lacune” con filtri grafici, cosa ne pensi di questo fenomeno?
Se una foto è cattiva è comunque molto difficile renderla buona tramite filtri grafici o altro! Penso che come sempre la via giusta si trovi nel mezzo. Lavorando con il digitale è impossibile non avvalersi di photoshop per correggere aberrazioni cromatiche o altro, il lavoro risulterebbe lasciato a metà! Altra cosa è la fotomanipolazione, ma se può aiutare l’artista ad esprimere qualcosa, perchè non dovrebbe utilizzarla? D’altro canto, un buon fotografo dovrebbe studiare molto e quindi sperimentare usando diverse tecniche partendo proprio dall’analogico, io prediligo il vecchio bianco e nero a pellicola e la fotografia istantanea delle Polaroid, altro che digitale!
Per fare una bella foto serve una buona macchina fotografica, al momento attuale sul mercato ci sono ottime macchine a prezzi sempre più bassi, non credi che alla lunga anche il semplice appassionato – potrà sopperire alla sua “inesperienza” grazie a delle tecnologie sempre più avanzate che se mi passi il termine “scattano al suo posto”?
La fotografia sta diventando di tutti, e questa è sicuramente una cosa positiva perchè sempre più persone se ne appassioneranno facendo muovere tutto ciò che ci gira intorno! Nessuna macchina scatta al tuo posto, perchè la fotocamera richiede sempre idee, pensiero e capacità. Ecco perchè chi scatta solo in modalità automatica prima o poi arriverà inevitabilmente ad un binario morto oltre il quale soltanto con l’esercizio e lo studio potrà andare.
Di cosa vai più fiero della tua tecnica o del tuo estro grafico?
Sono ancora giovane e ho così tanto da imparare! Essendo autodidatta vado molto più fiera delle conoscenze che ho acquisito osservando i lavori degli altri e provando ad imitarli, perchè non ho imparato ad essere creativa, ho soltanto coltivato qualcosa che ho sempre avuto.
Quali sono i problemi di un giovane fotografo che si mette in proprio?
In Italia i giovani non hanno vita facile per un milione di motivi! Se poi sono anche artisti, la faccenda non può che complicarsi. Le scuole ci sono, ma spesso sono private e quindi molto costose, inoltre spesso i “vecchi” sono molto diffidenti e monopolizzano i giri di concorsi, esposizioni e quant’altro. Una situazione all’opposto di quella che si verifica in paesi come la Gran Bretagna, dove i giovani artisti sono supportati continuamente anche dai media e dalle istituzioni.
A tuo parere il mercato della fotografia è in crisi?
Credo di sì, ormai chi è appassionato trova difficilmente laboratori in grado di soddisfare le sue richieste, in particolar modo per quel che concerne la pellicola. Sempre più spesso il negozio di fotografia è un semplice negozio, gestito da persone senza particolari conoscenze… questo ha abbassato i prezzi di alcuni servizi ma quasi distrutto altri.
Come pensi che in Italia si possa risolvere il problema di visibilità artistica che viene poco premiata?
Lasciando spazio ai giovani, dando loro fiducia e stimoli per esporre i loro lavori. Soprattutto c’è bisogno di corsi di laurea o professionali che permettano di formarsi come fotografi, corsi statali e quindi accessibili a tutti.
Quali sono i servizi che secondo te fanno un buon lavoro a riguardo?
Ci sono molte associazioni culturali e art magazine creati da giovani che fanno un ottimo lavoro, poi ci sono programmi come Art News che seguo sempre e adoro: quel tipo di informazione dovrebbe essere incentivata per dare modo ad un numero crescente di persone di appassionarsi alle arti: in fondo siamo il Bel Paese!
Dove possono trovarti e come possono contattarti i tuoi potenziali clienti?
Sul mio sito portfolio http://www.debored.it/ troveranno informazioni e un’ampia galleria di miei lavori divisi per progetto, la mia email è info@debored.it
Pubblicato: 3 agosto 2010
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